lunedì 4 ottobre 2010

Mannaia sui Parchi da parte dell’Assessore regionale all’Ambiente Mattei

Come ridurre le aree protette al silenzio per cementificare definitivamente il territorio

In un’intervista del 29 settembre 2010, pubblicata sul quotidiano (ma guarda un po’) “il Giornale”, l’Assessore all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile (sic!) della Regione Lazio, esce dal silenzio e si lancia in una missione impossibile; quella di dimostrare che tagliando del 50% le spese di funzionamento dei Parchi questi ultimi possono funzionare meglio. Curiosa teoria! Non solo non vengono previsti finanziamenti per la salvaguardia e la promozione del territorio, ma non vengono neanche fornite risorse sufficienti per pagare le spese di funzionamento (benzina per gli automezzi, luce, gas, telefoni, ecc.), in poche parole i Parchi chiudono! Niente pulizia dei boschi, niente attività antincendio, niente visite guidate, niente controllo.

Sono stati nominati 14 Commissari politici per altrettanti Enti Parco, i quali hanno un solo compito, un unico obiettivo: provare che i Parchi non servono. Per farlo devono dimostrare che non funzionano. Per non farli funzionare, la presidente Polverini e l’assessore Mattei, non erogano i fondi necessari.
Una teoria semplice che del resto l’assessore Mattei aveva già preannunciato quando in Commissione Ambiente regionale dichiarò: “i parchi bloccano lo sviluppo dei Comuni”. Ecco dunque il vero obiettivo.

Nell’intervista questo intendimento diventa palese quando Mattei parla di “rivisitare” il Piano d’Assetto del Parco, approvato dallo scorso Consiglio direttivo; il principale atto di tutela ambientale specifico dell’area dei Castelli Romani. “Rivisitare” sta per “affossare”, solo che Mattei non lo può dire apertamente e quindi, usa il linguaggio tipico del politichese: indiretto, allusivo, contorto. “I parchi bloccano lo sviluppo dei Comuni”, questa la dichiarazione che Mattei fece in Commissione Ambiente. Che cosa vuol dire? Mattei lo lascia intendere quando, rispondendo alla domanda del suo intervistatore: Come può essere trovato il punto di equilibrio tra salvaguardia delle aree protette e sviluppo urbanistico dei singoli comuni? afferma: “il mio assessorato è fortemente sensibile all’esigenza di consentire un giusto equilibrio tra la salvaguardia delle aree naturali protette e i territori che insistono specificatamente in quelle stesse aree. Ed è per questo che gli interventi di tipo urbanistico saranno consentiti nel rispetto delle leggi...”.
È una delle più straordinarie dichiarazioni che abbiamo mai letto; l’assessore dice che rispetterà le leggi! E ci mancherebbe altro che non voglia rispettarle! Roba da matti!

Dal nostro punto di vista, che è un punto di vista ambientale, la risposta giusta sarebbe stata:
“Lo sviluppo urbanistico è la causa dei problemi e delle criticità dei Castelli Romani. Salvaguardare l’ambiente, tutelando le risorse naturali, è la priorità ed è una necessità inderogabile. Pertanto ci batteremo affinché lo “sviluppo urbanistico”, nei prossimi anni, sia uguale a zero, perché più che alle tasche della lobby dei costruttori e degli immobiliaristi, teniamo alla salute e alla qualità della vita dei cittadini castellani”.

9 commenti:

  1. viadelsalvatore4 ottobre 2010 22:33

    Come non condividere?
    Cambiano i governi locali e nazionlai ma l'atmosfera è sempre la stessa.
    Cemento cemento e ancora cemento.

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  2. con la scusa dell'austerity distruggono per guadagni personali...credo che non ci sia peggior atteggiamento che ci si possa attendere da un essere vivente...mi fanno schifo.

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  3. conoscendo quello che ha fatto Mattei quando è stato sindaco di Albano è chiara qual è la sua idea dei Castelli Romani. Con Mattei sindaco Albano è diventata una colata di cemento, gli abitanti sono passati da 30.000 a 40.000 (il più alto indice di crescita demografica dei castelli) portando la densità della popolazione a 1.660 abitanti per kmq. In questa opera di devastazione il sindaco mattei è stato aiutato dal fidato consigliere comunale Urcioli che, vedi caso, è stato nominato commissario straordinario del Parco. E' necessario che la gente sappia queste cose e faccia qualcosa perché tra 5 anni il territorio verrà investito da una colata di cemento tipo la colata levica del vulcano laziale.

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  4. una delle prime cose che ha fatto mattei, all'epoca sindaco di albano, quando e'andato ad abitare a montegentile (ariccia) e' stato di capitozzare senza alcuna sensibilita' 3 magnifici castani che crescevano da decenni nel suo giardino, di cui ho pure le foto, e impiantare una bella piscina (ed eravamo gia' in situazione di crisi idrica): se questa' e' l'attenzione che riserva all'ambiente di casa sua cosa possiamo pretendere per la tutela del patrimonio pubblico?
    ma non abbassiamo la testa! l'unica cosa che possiamo fare e' mobilitarci CONTRO, in comitati, associazioni, gruppi vari, scrivendo ai giornali, pubblicando video sul web, denunciando con volantini..costruiamo una vera democrazia dal basso. e' la nostra ultima arma, perche' non mi sembra che dai partiti di sinistra giungano voci confortatnti.
    saluti
    viviana

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  5. Viviana se hai foto di alberi e piscina inviale a picchioverde.posta@gmail.com magari ci facciamo qualcosa
    saluti

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  6. Non è Mattei l'assassino: è solo un esecutore convinto, come gli altri amministratori-politici; gli assassini sono quelli che li tengono a libro paga e noi, che piangiamo e preghiamo senza fare mai un cazzo per cambiare le cose.
    Domani sera "il Riccio" terrà una riunione per fare il punto e cercare di organizzare una campagna d'opinione e mobilitazione per quel che riguarda il Parco dei Castelli, anche se il problema è generale.
    Bisognerà fare un fronte comune tra associazioni e singoli cittadini: trovare le forze contro chi dice "sviluppo" e pensa "mattone".

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  7. Finalmente...
    s'è svegliata Legambiente... ma le altre associzioni ambientaliste che fanno?
    Aspettano che venganbo sventrati i Parchi?

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  8. Ma chi sono i commissari dei Parchi da dove vengono? perchè non ci sono i consigli direttivi? perchè Comuni, Associazioni e tutti gli Enti coinvolti non nominano i loro rappresentanti, costringendo la Regione a uscire dal commissariamento? di cosa abbiamo paura? o meglio cosa stiamo aspettando? Elena

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  9. il problema è che , quando costituire i consigli direttivi lo decide la Regione e non i comuni...
    a questi non frega nulla dei parchi, ma solo di riemipre caselle..

    uno da tevere farfa

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