"Derogolandia" questo dovrebbe essere il nome del nostro paese; un paese nel quale la deroga è uno dei cardini della gestione amministrativa. Si deroga di tutto e su tutto e anche per l'Acqua non si applica questo "modus operandi"! I nostri governanti sono fenomenali, non si riesce a capire se ci fanno o ci sono.
Vediamo di capirci.
Nell'acqua che utilizzano oltre 1 milione di cittadini italiani distribuiti in 128 comuni, le concentrazioni di arsenico sono particolarmente elevate. La direttiva della CE 98/83 sancisce i limiti entro i quali l'acqua utilizzata per usi alimentari può ritenersi potabile. Questi limiti - 10 microgrammi per litro - non sono determinati per capriccio ma perché stabiliti a seguito di studi scientifici, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dal Comitato scientifico dei rischi sanitari e ambientali. Il superamento di detti limiti - fino a 20 microgrammi per litro - può essere accettato esclusivamente per un periodo limitato, altrimenti "si determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare alcune forme di cancro." L'Italia aveva già ottenuto due deroghe e alla terza richiesta l'Unione Europea ha detto basta. Stavolta i nostri prodigiosi governanti prevedevano di portare i limiti a 50 microgrammi per litro, perché questa è la situazione nella quale si trovano a consumare l'acqua i cittadini di quei 128 comuni.
L'arsenico nell'acqua supera i limiti di concentrazione? E che problema c'è! Chiediamo una deroga che sposti i limiti a livelli superiori e stiamo a posto! Così un'acqua avvelenata, che i cittadini tra l'altro pagano, non lo è più per "deroga di legge" Fantastico no!
Beh davanti a ragionamenti di questa natura - se così possiamo definirli perché in realtà sono delle porcate belle e buone - che vogliono far passare per normale anche il paradossale - appare in tutta la sua evidenza la scelleratezza dei nostri governanti.
Un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dello scorso 17 dicembre, ha dichiarato lo stato di emergenza in alcuni comuni del Lazio in conseguenza del superamento del limite di arsenico presente nell'acqua per uso pubblico. Volete sapere quali sono questi comuni posti in stato di emergenza? Non è dato conoscerli perché per misteriosi motivi sono stati secretati!
That's all folks!
P.S. guardatevi il video a lato
lunedì 10 gennaio 2011
giovedì 6 gennaio 2011
È nato il Comitato in difesa del Parco dei Castelli Romani. Invitiamo tutti ad aderire
Si è costituito recentemente il "Comitato in difesa del Parco dei Castelli Romani". Diverse associazioni hanno aderito ed anche il nostro blog "picchioverde". Il Comitato in difesa del Parco dei Castelli Romani è nato a seguito di due fatti concomitanti: il dimezzamento del finanziamento destinato al funzionamento del Parco e la quasi contestuale nomina politica di un Commissario che si è subito dimostrato inadeguato a gestire l'Ente approvando prima e revocando subito dopo la delibera di bilancio previsionale 2011 e successivamente adottando una nuova delibera con un bilancio ridicolmente gonfiato di entrate totalmente inventate.
Il commissario è quello che è: un amico personale dell'assessore regionale all’Ambiente Mattei messo al Parco per bloccare la politica di tutela del territorio. Basta vedere quello che sta accadendo in questo periodo: il Parco è completamente fermo, come affetto da letargia. È stato nominato un direttore che non si sa se esista veramente perché, al di là di un comunicato stampa di presentazione, sembra un ectoplasma; non è mai presente.
Il commissario è quello che è: un amico personale dell'assessore regionale all’Ambiente Mattei messo al Parco per bloccare la politica di tutela del territorio. Basta vedere quello che sta accadendo in questo periodo: il Parco è completamente fermo, come affetto da letargia. È stato nominato un direttore che non si sa se esista veramente perché, al di là di un comunicato stampa di presentazione, sembra un ectoplasma; non è mai presente.
mercoledì 5 gennaio 2011
Castelli Romani: una politica locale sciatta ed incolore
Sul piano della politica nazionale si fa fatica a leggere ciò che differenzia la proposta politica del centro destra da quella del centro sinistra. Intendiamo oltre la deriva populista del "berlusconismo". Questa mancata "percezione della differenza" la si deve soprattutto al congenito moderatismo del Partito Democratico che ha smarrito il senso e la forza per rappresentare l'alternativa democratica del Paese.
Se sul piano nazionale si fatica a percepire la "differenza", sul piano locale nei Castelli Romani e nei Comuni che ne fanno parte, questa differenza ormai non c'è più da un pezzo. Amministrazioni di centro sinistra e di centro destra sono indistinguibili. Si caratterizzano entrambe per una gestione incolore del governo locale, e per una pervicace adesione agli interessi dei mercanti del mattone. Questo il quadro generale.
Se sul piano nazionale si fatica a percepire la "differenza", sul piano locale nei Castelli Romani e nei Comuni che ne fanno parte, questa differenza ormai non c'è più da un pezzo. Amministrazioni di centro sinistra e di centro destra sono indistinguibili. Si caratterizzano entrambe per una gestione incolore del governo locale, e per una pervicace adesione agli interessi dei mercanti del mattone. Questo il quadro generale.
giovedì 30 dicembre 2010
L'Ecologia al governo: una scelta possibile oltre che necessaria

Certo che osservare il balletto della politica in questo paese è veramente deprimente. È impossibile assistere a qualsivoglia ragionamento che coinvolga progetti ideali, visioni culturali che possano declinare scelte di governo conseguenti. La politica strillata la fa da padrona e sembra una missione impossibile riuscire a bucare il muro di una comunicazione tanto rumorosa quanto improduttiva.
La politica è ormai divenuta solo immagine, persuasione; un ologramma che non ha più la capacità del confronto sulle idee. C'è un dato che più di altri raffigura la stagnazione della condizione presente: si fatica a cogliere le differenze, di idee, di programmi, di proposte tra i diversi attori della politica. La differenza, nel senso più proprio di "diversità", è ricchezza, è l'humus culturale, la visione della società che si vuole costruire.
mercoledì 29 dicembre 2010
Ancora sulle Antenne di Monte Cavo
La Polverini nel Bilancio Regionale dell'anno 2011 approvato il 23 dicembre 2010, ha tolto il finanziamento per la demolizione e trasferimento delle antenne poste sulla vetta di Monte Cavo.
Eravamo giunti molto vicini alla soluzione finale del problema, infatti con la delibera 51 del 18.9.2008, Marrazzo approvò la “... la delocalizzazione dei ripetitori Tv di Rocca di Papa,...” demolendo alcuni tralicci e trasferendone altri a Colle Sterparo (Capranica Prenestina) e Monte Gennaro (Palombara Sabina), finanziando tale intervento.
Purtroppo il 18 gennaio 2009, il governo Berlusconi predispone la mappa di conversione in digitale delle regioni ed in base a questo provvedimento il Lazio entro il 31 dicembre 2009 doveva passare dall'analogico al digitale.
Eravamo giunti molto vicini alla soluzione finale del problema, infatti con la delibera 51 del 18.9.2008, Marrazzo approvò la “... la delocalizzazione dei ripetitori Tv di Rocca di Papa,...” demolendo alcuni tralicci e trasferendone altri a Colle Sterparo (Capranica Prenestina) e Monte Gennaro (Palombara Sabina), finanziando tale intervento.
Purtroppo il 18 gennaio 2009, il governo Berlusconi predispone la mappa di conversione in digitale delle regioni ed in base a questo provvedimento il Lazio entro il 31 dicembre 2009 doveva passare dall'analogico al digitale.
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